Dal connubio fra tradizione antica e scienza moderna nasce l’Amaro Leopoldo

E’ l’ultimo nato tra i prodotti liquorosi padovani che affonda le radici in una tradizione lontana: basti pensare all’amaro Bareggi o al Cynar, a testimonianza di un’arte che non è scomparsa.
Tutto iniziò durante il trasloco nella nuova sede della Farmacia Lazzarin, dove sono state ritrovate vecchie ricette del dr Leopoldo che hanno ispirato il nuovo Amaro: un liquore digestivo che annovera, fra le proprietà terapeutiche, anche la presenza di ananas e papaya.

Dal niente non nasce nulla, si sa, ma le ispirazioni possono innescare preziosi fatti inaspettati. Ogni idea, infatti, ha sempre la sue attente fasi di decantazione, maturazione, affinamento e se a queste ci aggiungiamo le giuste dosi di tradizione, esperienza e maestria di famiglia ecco che tutto ciò può avviare a qualcosa di concreto e reale. E’ così che nel 2014 è nato l’Amaro Leopoldo, l’ “elisir” della Farmacia Lazzarin di Veggiano che finalmente ha trovato il suo giusto spazio grazie alla volontà del dr Angelo Lazzarin e alla bravura del papà, dr Leopoldo Lazzarin, a cui ha contribuito con una ricetta calibrata dall’esperienza pluridecennale nell’arte galenica.

Tutto iniziò due anni fa, quando la “storica” Farmacia Lazzarin traslocò nella nuova sede: scatoloni da riempire, medicinali da trasportare e durante queste fasi ecco che il dr Angelo ritrova tra le mani vecchi testi di studio del papà, pagine consunte dal tempo e dall’usura ma ancora leggibili e ricche di preziose dottrine. I libri non custodiscono solo cultura ma, ed è questo il caso, anche appunti, memorie, perle di saggezza e soprattutto vecchie ricette di digestivi, tutte vergate a mano da papà Leopoldo. Ecco quindi che al dr Angelo è nata un’ispirazione: quella di prendere un’antica ricetta digestiva di papà Leopoldo e contestualizzarla al giorno d’oggi, calibrando pertanto la quantità di piante officinali e spezie e integrandone di nuove: papaya e ananas.

A questo proposito entra in gioco un artigiano del mestiere, non uno qualunque ma una distilleria artigianale con quasi 180 anni di esperienza alle spalle: stiamo parlando della Fratelli Brunello di Montegalda (Vi), la più antica distilleria artigianale d’Italia che, mettendo in gioco le proprie conoscenze e competenze, hanno contribuito con la loro arte alla realizzazione dell’Amaro Leopoldo.

L’Amaro Leopoldo è frutto della conoscenza, passione e competenza del dott. Leopoldo, grazie al quale riprende vigore l’antica arte delle spezierie padovane, paragonabili alle attuali farmacie, erboristerie e distillerie: come non citare a questo proposito l’attuale Drogheria Dal Zio sorta nel 1875 in Piazza dei Frutti sulle ceneri di un’antica spezieria!

L’importanza per un farmacista di saper distillare è testimoniata dalla storia di una famosa farmacia padovana ubicata sotto l’insegna del Cigno al ponte delle Torricelle: qui i fratelli Bareggi negli anni ’20 del secolo scorso decisero di vendere la farmacia per dedicarsi esclusivamente a quella di distillatori dell’ ”Amaro Bareggi”.

Tra le drogherie padovane che producevano liquori anche a carattere terapeutico, va ricordata la drogheria di Giovanni Battista Pezziol in piazza Cavour, aperta nel 1840 e specializzata in prodotti dolciari ed in particolare torrone. Proprio per non buttare via i tuorli, Pezziol si avventurò nella produzione di uno zabajone denominato “Zabajone delle Benedettine” che noi conosciamo ancora oggi con il nome di Vov. La stessa ditta Pezziol nel 1948 crea a Padova nel nuovo stabilimento nei pressi di via Facciolati, il famosissimo Cynar a base di estratto di carciofo ed altre 19 erbe, pubblicizzandolo non solo come amaro per deliziare il palato, ma come prodotto dalle grandi qualità digestive “contro il logorio della vita moderna”

Alla luce di una grande tradizione, questo Amaro è l’ultimo nato tra i prodotti liquorosi padovani che affonda le sue radici in un passato lontano e che oggi la Farmacia di Veggiano riporta alla luce perché “non dimenticare il nostro passato vuol dire saper costruire il nostro futuro”. E il dott. Lazzarin ci testimonia che questa arte non solo non è scomparsa ma è viva più che mai perché è la nostra storia!